Circuiti LC, RC e Filtri

Introduzione ai Circuiti LC

Un circuito LC è un circuito oscillante composto da un induttore (L) e un condensatore (C) collegati insieme. Questi circuiti sono fondamentali nella radiofrequenza e nelle comunicazioni wireless perché generano risonanza: una condizione in cui il circuito oscilla a una frequenza naturale specifica con minima attenuazione.

A differenza dei circuiti RC che dissipano energia come calore, i circuiti LC immagazzinano e scambiano energia tra il campo magnetico dell’induttore e il campo elettrico del condensatore, creando oscillazioni naturali.

Come Funziona un Circuito LC

Il Processo di Oscillazione

Immagina il condensatore completamente carico e l’induttore scarico:

  1. Il condensatore comincia a scaricarsi: l’energia del campo elettrico si trasforma in energia magnetica
  2. La corrente sale e raggiunge il massimo: tutta l’energia è ora nel campo magnetico dell’induttore
  3. L’induttore “spinge” la corrente a continuare: a causa dell’autoinduttanza, mantiene il flusso di corrente anche quando il condensatore è completamente scarico
  4. Il condensatore si ricarica con polarità invertita: l’energia magnetica si trasforma nuovamente in energia elettrica
  5. Il ciclo si inverte: il processo ricomincia in direzione opposta

Questo scambio energetico continua indefinitamente in un circuito ideale senza perdite. In un circuito reale, l’energia diminuisce gradualmente a causa della resistenza del filo e dei componenti.

Analogia Meccanica

Il comportamento di un circuito LC è simile a un pendolo senza attrito:

  • La massa in movimento corrisponde all’energia magnetica nell’induttore
  • L’altezza del pendolo corrisponde all’energia elettrica nel condensatore
  • L’induttore “vuole” mantenere il movimento (inerzia), il condensatore “vuole” accumulare carica

Proprio come il pendolo oscilla avanti e indietro con una frequenza naturale specifica, il circuito LC oscilla con una frequenza naturale determinata dai valori di L e C.

La Frequenza di Risonanza

La frequenza di risonanza $f_0$ di un circuito LC è la frequenza naturale alla quale il circuito oscilla con massima ampiezza:

$$f_0 = \frac{1}{2\pi\sqrt{LC}}$$

Oppure, in forma angolare (radianti al secondo):

$$\omega_0 = \frac{1}{\sqrt{LC}}$$

Dove:

  • $f_0$ = Frequenza di risonanza (in Hertz, Hz)
  • $\omega_0$ = Frequenza angolare di risonanza (in radianti al secondo, rad/s)
  • L = Induttanza (in Henry, H)
  • C = Capacità (in Farad, F)
  • $\pi$ ≈ 3.14159

Interpretazione della Formula

La formula rivela tre punti fondamentali:

  1. Induttanza maggiore = Frequenza minore: un induttore più grande “rallenta” le oscillazioni
  2. Capacità maggiore = Frequenza minore: un condensatore più grande “rallenta” le oscillazioni
  3. Relazione reciproca: il prodotto L·C determina direttamente la frequenza

Esempio Pratico: Circuito Risonante per 50 MHz

Supponiamo di voler progettare un circuito LC che risuoni a 50 MHz (una frequenza comune nell’ham radio):

Dati:

  • $f_0 = 50 \text{ MHz} = 50 \times 10^6 \text{ Hz}$
  • Assumiamo $L = 100 \text{ nH} = 100 \times 10^{-9} \text{ H}$

Troviamo C utilizzando la formula inversa:

$$C = \frac{1}{(2\pi f_0)^2 \cdot L}$$

$$C = \frac{1}{(2\pi \times 50 \times 10^6)^2 \times 100 \times 10^{-9}}$$

$$C = \frac{1}{(3.14159 \times 10^8)^2 \times 100 \times 10^{-9}}$$

$$C = \frac{1}{9.87 \times 10^{15} \times 10^{-7}} = \frac{1}{9.87 \times 10^8} \approx 1.01 \text{ pF}$$

Quindi, un induttore di 100 nH con un condensatore di ~1 pF creerà risonanza a 50 MHz.

Impedenza nei Circuiti LC

L’impedenza di un circuito LC cambia drammaticamente alla frequenza di risonanza:

  • A frequenze inferiori a $f_0$: il condensatore domina, l’impedenza è bassa e capacitiva
  • A frequenza di risonanza $f_0$: l’impedenza raggiunge un minimo assoluto (impedenza puramente resistiva)
  • A frequenze superiori a $f_0$: l’induttore domina, l’impedenza è alta e induttiva

Impedenza nelle Serie LC

Per un circuito LC in serie, l’impedenza è:

$$Z = R + j\left(\omega L - \frac{1}{\omega C}\right)$$

Alla risonanza ($\omega = \omega_0$), i termini reattivi si annullano:

$$Z_{risonanza} = R$$

Dove R è la resistenza parassita del circuito (dalla resistenza del filo, dell’induttore e della dissipazione nel condensatore).

Il Fattore di Merito Q

Definizione e Formula

Il fattore di merito Q (Quality Factor) misura quanto “bene” oscilla un circuito LC. È il rapporto tra l’energia immagazzinata e l’energia persa per ciclo:

$$Q = 2\pi \frac{\text{Energia Massima Immagazzinata}}{\text{Energia Dissipata per Ciclo}} = \frac{\omega_0 L}{R}$$

O, equivalentemente per un circuito in serie:

$$Q = \frac{1}{R}\sqrt{\frac{L}{C}}$$

Il Fattore di Merito e la Selettività del Filtro

Il fattore di merito è un parametro che caratterizza la selettività del filtro, ovvero, in poche parole, di quanto rapide siano le curve nella caratteristica del filtro.

Il Fattore di merito si indica con (Q), ed è espresso della seguente formula:

$$Q = \frac{f_0}{BW}$$

Dove:

  • $f_0$ = Frequenza di risonanza
  • BW = Larghezza di banda (-3 dB)

Trattandosi di un rapporto tra frequenze, è adimensionale, ovvero un numero puro.

Interpretazione del Q

  • Q alto (» 1): il circuito è selettivo, con oscillazioni che decadono lentamente
  • Q basso (< 1): il circuito è molto smorzato, le oscillazioni decadono rapidamente
  • Q = 1: il circuito è criticamente smorzato

Un circuito LC con Q alto è ideale per filtri ristretti e applicazioni risonanti perché:

  • La risposta di frequenza è molto selettiva
  • Solo le frequenze vicine a $f_0$ passano con poca attenuazione
  • Le frequenze lontane da $f_0$ sono fortemente attenuate

Larghezza di Banda (BW)

La larghezza di banda a -3dB è definita come:

$$BW = \frac{f_0}{Q}$$

Dove:

  • f₀ = Frequenza di risonanza
  • Q = Fattore di merito
  • BW = Larghezza di banda (-3dB)

Un Q più alto significa una larghezza di banda più stretta, e viceversa.

Esempio: Circuito LC ad Alta Frequenza

Consideriamo un circuito LC sintonizzato a 7 MHz (40 metri, una banda comune HF):

  • L = 3.2 µH
  • C = 180 pF
  • R = 5 Ω (resistenza parassita)

Il fattore di merito è:

$$Q = \frac{\omega_0 L}{R} = \frac{2\pi \times 7 \times 10^6 \times 3.2 \times 10^{-6}}{5}$$

$$Q = \frac{140.4}{5} = 28.1$$

La larghezza di banda è:

$$BW = \frac{7 \times 10^6}{28.1} = 249 \text{ kHz}$$

Un Q di 28 significa che il circuito è abbastanza selettivo, con una larghezza di banda di ~250 kHz.

Calcolo della Frequenza di Risonanza da Q e BW

Per determinare la frequenza di risonanza di un circuito LC (sia serie che parallelo) si utilizza la seguente formula:

$$\omega_0 = \frac{1}{\sqrt{LC}}$$

Dove:

  • $\omega_0$ = Pulsazione di risonanza (rad/sec)
  • L = Induttanza
  • C = Capacità

Dove $\omega_0$ è detta pulsazione di risonanza (rad/sec). Ricordiamo che la pulsazione è pari a 2πf per cui, per determinare la frequenza, sarà sufficiente dividere il valore della pulsazione di risonanza per 6.28:

$$f_0 = \frac{\omega_0}{6.28}$$

Circuiti RC: Carica e Scarica

Introduzione al Circuito RC

Un circuito RC è un circuito composto da una resistenza (R) e un condensatore (C) collegati in serie. A differenza dei circuiti LC che oscillano e scambiano energia, i circuiti RC dissipano energia attraverso la resistenza, producendo una risposta non oscillante.

I circuiti RC sono fondamentali per:

  • Filtraggio di segnali: elimina componenti indesiderate di frequenza
  • Carica e scarica controllata: gestisce il tempo di transizione nel circuito
  • Circuiti di temporizzazione: timer, generatori di impulsi
  • Accoppiamento di segnali: tra stadi amplificatori

La Costante di Tempo RC

La costante di tempo $\tau$ (tau) di un circuito RC è il parametro più importante e definisce la velocità di carica e scarica del condensatore:

$$\tau = R \cdot C$$

Dove:

  • $\tau$ = Costante di tempo (in secondi, s)
  • R = Resistenza (in Ohm, Ω)
  • C = Capacità (in Farad, F)

La costante di tempo rappresenta il tempo necessario perché:

  • Un condensatore si carichi fino al 63,2% della tensione finale (durante la carica)
  • Un condensatore si scarichi fino al 36,8% della tensione iniziale (durante la scarica)

Carica del Condensatore

Quando un condensatore scarico viene collegato a una fonte di tensione attraverso una resistenza, la tensione ai capi del condensatore cresce secondo la formula esponenziale:

$$V_C(t) = V_{MAX} \cdot (1 - e^{-t/\tau})$$

Dove:

  • $V_C(t)$ = Tensione ai capi del condensatore al tempo t
  • $V_{MAX}$ = Tensione massima (della sorgente)
  • $t$ = Tempo trascorso
  • $\tau$ = Costante di tempo ($R \cdot C$)
  • $e$ = Numero di Eulero (≈ 2.71828)

Interpretazione pratica:

  • Dopo 1 τ: il condensatore è carico al 63,2%
  • Dopo 3 τ: il condensatore è carico al 95,0%
  • Dopo 5 τ: il condensatore è carico al 99,3% (praticamente carico)

Scarica del Condensatore

Quando un condensatore carico viene scaricato attraverso una resistenza, la tensione diminuisce esponenzialmente:

$$V_C(t) = V_0 \cdot e^{-t/\tau}$$

Dove:

  • $V_0$ = Tensione iniziale del condensatore
  • $V_C(t)$ = Tensione ai capi del condensatore al tempo t
  • $\tau$ = Costante di tempo ($R \cdot C$)

Interpretazione pratica:

  • Dopo 1 τ: rimane il 36,8% della tensione iniziale
  • Dopo 3 τ: rimane il 5,0% della tensione iniziale
  • Dopo 5 τ: rimane lo 0,7% (praticamente scarico)

Corrente nel Circuito RC

Durante la carica, la corrente attraverso il circuito RC è massima all’inizio e diminuisce esponenzialmente:

$$I(t) = \frac{V_{MAX}}{R} \cdot e^{-t/\tau}$$

Durante la scarica:

$$I(t) = \frac{V_0}{R} \cdot e^{-t/\tau}$$

Nota che la corrente non è zero all’inizio (come accadrebbe in un circuito puramente resistivo), ma è limitata solo dalla resistenza.

Grafico Interattivo: Carica e Scarica di un Circuito RC

Grafico della carica (blu) e scarica (rosso) di un circuito RC. L’asse orizzontale è il tempo normalizzato in costanti di tempo (τ). La carica cresce mentre la scarica decresce.

Applicazioni Pratiche dei Circuiti RC

1. Filtri Passa-Basso RC

Un semplice circuito RC in serie agisce come filtro passa-basso:

  • Le frequenze basse passano con poca attenuazione
  • Le frequenze alte sono attenuate

La frequenza di taglio (cutoff) è:

$$f_C = \frac{1}{2\pi R C}$$

2. Circuiti di Temporizzazione

I circuiti RC controllano il tempo di accensione/spegnimento di LED, relè e altri dispositivi. Ad esempio:

  • Ritardo all’accensione: il condensatore ritarda il raggiungimento della tensione di soglia
  • Durata dell’impulso: determinato da R e C del circuito

3. Accoppiamento AC tra Amplificatori

I circuiti RC permettono di accoppiare segnali AC tra stadi amplificatori bloccando la componente continua (DC) mentre passano i segnali alternati (AC).

4. Snubber e Protezione

I circuiti RC proteggono i componenti dalla sovratensione, assorbendo transitori veloci.

Confronto: Circuiti RC vs LC

CaratteristicaCircuito RCCircuito LC
OscillazioneNessuna (smorzata)Sì, a frequenza naturale
Dissipazione di energiaSì (nella resistenza)Minima (circuito ideale)
Costante di tempo$\tau = R \cdot C$Dipende da L e C
Applicazione principaleFiltraggio, temporizzazioneRisonanza, sintonizzazione
Selettività di frequenzaBassa (dipendente da R e C)Alta (fattore Q)
Risposta transitoriaEsponenzialeOscillante smorzata

I Filtri: Concetti Fondamentali

Che Cos’è un Filtro?

Un filtro è un circuito che, in una determinata banda di frequenza, permette di filtrare, ovvero di lasciar passare sole alcune frequenze, secondo i seguenti criteri:

  • Più basse di un valore scelto: Filtro di tipo passa-basso
  • Più alte di un valore scelto: Filtro di tipo passa-alto
  • Comprese in un determinato intervallo: Filtro di tipo passa-banda
  • Al di fuori di un determinato intervallo: Filtro di tipo elimina-banda (detto anche Notch)

I filtri possono essere di due tipi:

  • Passivi: composti da resistenze, induttanze, condensatori, opportunamente collegati fra di loro
  • Attivi: composti da componenti passivi e da componenti attivi, come transistor, circuiti integrati, ecc., opportunamente collegati fra di loro

Per ragioni di semplicità in questa lezione approfondiremo i filtri passivi.

Filtro Passa-Basso

Un filtro passa-basso passivo molto semplice può essere costituito da una resistenza e da un condensatore, collegati in serie: la resistenza è in serie alla linea di ingresso e il condensatore collega l’uscita a massa.

Un filtro passa-basso consente di attenuare, fino ad eliminare completamente, tutti i segnali di frequenza maggiore di una frequenza prestabilita.

Ricordiamo che l’impedenza del condensatore, chiamata $Z_c$, è espressa dalla seguente formula:

$$Z_c = \frac{1}{2\pi f \cdot C}$$

Visto che sia $2\pi$ che $C$ sono costanti, è chiaro che, all’aumentare della frequenza $f$, l’impedenza del condensatore diminuisce, fino a diventare praticamente nulla per valori di frequenza sempre più alti.

Importante: l’impedenza del condensatore è inversamente proporzionale alla frequenza del segnale.

È lo scopo del filtro passa-basso proprio quello di attenuare, fino ad eliminare completamente, tutti i segnali il cui valore di frequenza è superiore a una frequenza prestabilita.

La Frequenza di Taglio a -3 dB

Quando si parla di frequenza di taglio $f_T$ in un filtro passa-basso, si definisce come quella frequenza alla quale il segnale in uscita è attenuato di 3 dB (ovvero la frequenza oltre la quale il filtro interviene).

Il termine -3 dB rappresenta una riduzione del segnale di potenza al 50% rispetto al massimo (oppure una riduzione di tensione al 70,7%).

Se indichiamo con $V_{MAX}$ la tensione massima in ingresso (a basse frequenze), allora alla frequenza di taglio $f_T$, la tensione in uscita sarà:

$$V_{out}(f_T) = \frac{V_{MAX}}{\sqrt{2}} \approx 0.707 \cdot V_{MAX}$$

Poiché il rapporto quadratico della potenza, abbiamo:

$$P(f_T) = \left(\frac{V_{MAX}}{\sqrt{2}}\right)^2 = \frac{V_{MAX}^2}{2} = 0.5 \cdot P_{MAX}$$

Traducendo in decibel (dB):

$$\text{dB} = 20 \log_{10}\left(\frac{V_{out}}{V_{in}}\right) = 20 \log_{10}(0.707) \approx -3 \text{ dB}$$

Ricordando cosa abbiamo visto nel capitolo dei Decibel, otteniamo quando che:

$$\log 0.707 \approx -3 \text{ dB}$$

Non dobbiamo poi dimenticare che questo filtro non è ideale: tutte le frequenze superiori alla frequenza di taglio vengono attenuate, ma non completamente. Se il filtro (A-B) viene applicato un segnale variabile nel tempo, avente indifferentemente una sua frequenza fissa oppure variabile, il medesimo segnale lo ritroviamo in uscita (C-D).

Filtro Passa-Alto

Un filtro passa-alto passivo molto semplice può essere costituito da una resistenza e da un condensatore, collegati come nel seguente schema:

Secondo gli stessi criteri esposti prima, poiché l’impedenza del condensatore diminuisce con l’aumentare della frequenza, al di sopra della frequenza di taglio il condensatore tenderà via via a comportarsi come un cortocircuito.

Quindi, la teoria è esattamente contraria a quella del filtro passa-basso: mentre nel passa-basso le frequenze basse vengono lasciate passare senza attenuazione, e le frequenze alte vengono bloccate, al contrario, nel filtro passa-alto le frequenze alte vengono lasciate passare senza attenuazione, e le frequenze basse vengono bloccate.

Inoltre, anche qui non dobbiamo dimenticare che il filtro non è ideale: tutte le frequenze al di sotto di una frequenza prestabilita sono nettamente attenuate, e le frequenze al di sopra di tale frequenza passano senza notevole attenuazione. Invece, se all’ingresso (A-B) viene applicato un segnale continuo, avente qualsiasi frequenza fissa oppure variabile, Viceversa, se all’ingresso (A-B) applichiamo un segnale continuo, avente qualsiasi frequenza oppure nulla, in uscita (C-D) applichiamo il segnale continuo, avente qualsiasi frequenza oppure nulla.

Questa frequenza è chiamata la frequenza di taglio $f_T$ del filtro e viene espressa mediante la seguente formula:

$$f_T = \frac{1}{2\pi \cdot R \cdot C}$$

Dalla quale si ricava la pulsazione di taglio (frequenza angolare):

$$\omega_T = \frac{1}{R \cdot C}$$

Filtro Passa-Alto

Un filtro passa-alto passivo ha struttura inversa al passa-basso: il condensatore e la resistenza scambiano di posizione. Un filtro passa-alto consente di attenuare il valore della tensione in uscita ai segnali di frequenza inferiore ad una frequenza che chiamiamo frequenza di taglio.

Un filtro passa-alto blocca i segnali a bassa frequenza mentre permette ai segnali ad alta frequenza di passare. La frequenza di taglio si calcola con la stessa formula del passa-basso:

$$f_T = \frac{1}{2\pi \cdot R \cdot C}$$

Filtro Passa-Banda

Un filtro passa-banda passivo molto semplice può essere costituito da una resistenza, un’induttanza e un condensatore, collegati come segue: l’induttore è in serie alla linea di ingresso, il condensatore è collegato tra il nodo intermedio e la resistenza (verso massa), e l’uscita è prelevata ai capi della resistenza.

Un filtro passa-banda è un circuito che lascia passare solamente le frequenze che sono all’interno di un certo intervallo, chiamato banda passante. Gli estremi sono definiti da due frequenze dette “di taglio”: una inferiore, chiamata $f_1$, e una superiore, chiamata $f_2$.

Tutte le frequenze al di fuori di questo intervallo vengono attenuate.

La Banda Passante (Bandwidth - BW)

La banda passante (BW - dall’inglese Bandwidth) di questo filtro sarà definita in modo molto semplice dalla seguente formula:

$$BW = f_2 - f_1$$

Tra la frequenza di taglio inferiore $f_1$ e quella superiore $f_2$ di una banda passante si trova la frequenza di risonanza, chiamata $f_0$, in corrispondenza della quale l’attenuazione del filtro è minima, e la corrente in uscita ha il suo massimo valore; nel momento in cui la frequenza del segnale commuta a discostarsì dal valore $f_0$, invece sarà presente una attenuazione a valore di -3dB in corrispondenza dei valori di frequenza $f_1$ e $f_2$.

Grafico della Risposta in Frequenza

Risposta in frequenza di un filtro passa-banda. La curva mostra il picco massimo a frequenza di risonanza $f_0$ (al centro), con i punti di attenuazione -3dB alle frequenze di taglio $f_1$ e $f_2$. L’ampiezza diminuisce progressivamente allontanandosi dall’intervallo passante.

Relazione tra Frequenza di Risonanza e Larghezza di Banda

La frequenza di risonanza $f_0$ si trova a metà della banda passante (in scala logaritmica per circuiti LC):

$$f_0 = \sqrt{f_1 \cdot f_2}$$

Oppure, in modo approssimato per bande strette:

$$f_0 \approx \frac{f_1 + f_2}{2}$$

Il Fattore di Merito Q

Il fattore di merito Q (Quality Factor) di un filtro passa-banda è il rapporto tra la frequenza centrale e la larghezza di banda:

$$Q = \frac{f_0}{BW} = \frac{f_0}{f_2 - f_1}$$

Interpretazione pratica di Q:

  • Q alto (Q » 1): banda passante stretta, il filtro è molto selettivo
  • Q basso (Q « 1): banda passante larga, il filtro è poco selettivo
  • Q = 1: banda passante moderata

Esempio pratico: Se un filtro passa-banda ha $f_1 = 7 \text{ MHz}$, $f_2 = 7.2 \text{ MHz}$, allora:

  • $BW = 7.2 - 7 = 0.2 \text{ MHz} = 200 \text{ kHz}$
  • $f_0 \approx \frac{7 + 7.2}{2} = 7.1 \text{ MHz}$
  • $Q = \frac{7.1}{0.2} = 35.5$

Un Q di 35,5 indica un filtro molto selettivo, ideale per applicazioni radioamatoriali dove è necessario isolamento da interferenze.

Attenuazione a -3 dB

Come già visto per i filtri passa-basso e passa-alto, anche nel filtro passa-banda l’attenuazione di -3 dB corrisponde a una riduzione del 30% dell’ampiezza di picco (0.707 del valore di picco), che è equivalente a una riduzione della potenza al 50% rispetto al massimo in corrispondenza della frequenza $f_0$.

Questo è il motivo per cui le frequenze di taglio $f_1$ e $f_2$ sono definite come i punti dove l’attenuazione raggiunge -3 dB: rappresentano i limiti della banda dove il segnale è ancora significativo.

Un filtro passa-banda è un circuito che lascia passare solamente le frequenze che sono all’interno di un certo intervallo, chiamato banda passante. Gli estremi sono definiti da due frequenze dette “di taglio”: una inferiore, chiamata $f_1$, e una superiore, chiamata $f_2$.

Tutte le frequenze al di fuori di questo intervallo vengono attenuate.

La banda passante (Bandwidth, BW) è definita come la differenza tra le due frequenze di taglio:

$$BW = f_2 - f_1$$

Filtro Elimina-Banda (Notch)

Un filtro elimina-banda (detto anche filtro notch) è un circuito che ha l’azione esattamente opposta di un filtro passa-banda. Il filtro notch elimina una banda con una selettività molto alta (ovvero in grado di attenuare le frequenze in un intervallo molto ristretto).

Il suo funzionamento è uguale all’opposto di un filtro passa-banda: il filtro notch elimina una banda con una selettività molto alta (ovvero in grado di attenuare le frequenze in un intervallo molto ristretto), che sono all’interno di un certo intervallo definito dalle frequenze $f_1$ e $f_2$, mentre tutte le frequenze che sono all’interno di questo intervallo vengono fortemente attenuate.

Caratteristiche del Filtro Notch

Il filtro notch ha molteplici applicazioni; una, ad esempio, è la possibilità di eliminare il classico ronzio dei 50 Hz della frequenza di rete.

Grafico della Risposta in Frequenza

Il grafico mostra la risposta tipica di un filtro notch con una “tacca” (notch) molto profonda centrata sulla frequenza di risonanza $f_0$:

  • Al di fuori dell’intervallo ($f < f_1$ e $f > f_2$): il segnale passa con attenuazione minima (massimo livello)
  • All’interno dell’intervallo ($f_1 < f < f_2$): il segnale viene fortemente attenuato
  • Alla frequenza centrale ($f = f_0$): l’attenuazione raggiunge il massimo (eliminazione completa ideale)

Come nel filtro passa-banda, anche nel notch l’attenuazione di -3 dB corrisponde a una riduzione del 30% dell’ampiezza (0.707 del valore massimo originale).

Struttura del Filtro Notch

Un semplice filtro notch passivo può essere costituito da una resistenza, un’induttanza e un condensatore, configurati in modo che:

  • L’induttore e il condensatore sono in parallelo tra loro
  • Questo ramo parallelo è in serie con la resistenza
  • L’ingresso è connesso prima della resistenza e dell’uscita è prelevata dopo il ramo LC parallelo

Alla frequenza di risonanza $f_0$, l’impedenza del ramo LC parallelo diventa minima (quasi uno short-circuit), causando una massima attenuazione del segnale.

Applicazioni Pratiche del Filtro Notch

  1. Eliminazione del ronzio di rete: rimuove il classico 50 Hz (o 60 Hz) presente nei circuiti CA
  2. Reiezione di interferenze: elimina interferenze specifiche su una frequenza precisa
  3. Protezione da feedback: in sistemi audio/radiofonici, elimina frequenze di feedback parassita
  4. Studi e misure: filtra disturbi a frequenza nota da segnali misurati

Banda Passante e Fattore Q

Il concetto di banda passante (BW) e fattore di merito Q nel filtro notch è identico a quello del passa-banda:

$$BW = f_2 - f_1$$

$$Q = \frac{f_0}{BW}$$

Dove:

  • BW = Larghezza della “tacca” (notch)
  • Q alto = Tacca profonda e stretta (elimina solo frequenze molto vicine a $f_0$)
  • Q basso = Tacca larga (elimina un intervallo più ampio di frequenze)

Altre Topologie di Filtri

Filtri a Quarzi (Quartz Filters)

Combinando opportunamente fra di loro diodi resistenze, induttanze e condensatori, possiamo realizzare altri tipi di filtri. Una di queste è il filtro a quarzi che è impiegato nella catena di trasmissione.

Negli apparati radioamatoriali è a largo uso di filtri sia nella catena di trasmissione che in quella di ricezione (o approfondimento nelle prossime lezioni) viene fatto largo uso di specifici filtri che utilizzano componenti passivi detti “quarzi”. Questi ultimi presentano caratteristiche elettriche particolari per i “circuiti”, ovvero hanno la capacità di filtrare in modo “accurato” le frequenze prestabilite.

Combinando più quarzi fra loro, si ottengono quando filtri con comprendenza che dovrai affinare, a tutto vantaggio della bontà dai ricevitore.

Caratteristiche dei Filtri a Quarzi

I filtri a quarzi sfruttano la proprietà piezoelettrica del quarzo cristallino per ottenere una selettività molto spinta rispetto ai filtri LC passivi:

  • Altissima selettività: permettono di isolare una frequenza specifica con precisione estrema
  • Basso fattore di perdita: Q molto elevato, attenuazione minima nella banda passante
  • Stabilità nel tempo: la frequenza di risonanza rimane stabile nel tempo e con le variazioni di temperatura
  • Dimensioni compatte: nonostante le prestazioni eccezionali, i componenti hanno dimensioni ridotte

Applicazioni dei Filtri a Quarzi

I filtri a quarzi sono ampiamente utilizzati in:

  • Ricevitori radioamatoriali: garantiscono alta selettività per isolare il segnale desiderato dalle interferenze
  • Trasmettitori: controllano la frequenza di emissione con estrema precisione
  • Apparati digitali: nei circuiti di clock e sincronizzazione
  • Standard di frequenza: come riferimento di frequenza stabile

Struttura e Funzionamento

Un filtro a quarzi semplice è costituito da uno o più cristalli di quarzo collegati in cascata. Ogni cristallo presenta una frequenza di risonanza precisa. Collegando più cristalli:

  1. In cascata (serie): si ottiene una banda passante più stretta e una maggiore attenuazione fuori banda
  2. Con feedback: si controllano le oscillazioni e si migliora la stabilità di frequenza

Esempio di Filtro a Quarzi in Cascata

Un tipico filtro a quarzi per ricevitori radioamatoriali può essere composto da 4-8 cristalli di quarzi, ognuno sintonizzato sulla stessa frequenza (tipicamente con tolleranze di ±10 ppm).

  • Il primo cristallo ha larghezza di banda larga (circa 1-2 kHz)
  • I cristalli successivi progressivamente affinano la risposta
  • L’ultimo cristallo garantisce una selettività finale di poche centinaia di Hertz

Questo stadio multistadio permette di ottenere filtri con una ripidezza di transizione (roll-off) molto accentuata, eliminando quasi completamente i segnali fuori banda.

Applicazioni Pratiche dei Filtri nei Circuiti Radioamatoriali

1. Filtri e Circuiti Sintonizzati

I circuiti LC sono usati nei filtri RF per:

  • Selezionare una frequenza specifica da sintonizzare (sintonia di ricezione)
  • Attenuare frequenze indesiderate (spurie e interferenze)
  • Accoppiare l’impedenza tra stadi di amplificazione

2. Adattamento di Impedenza

Un circuito LC può essere progettato per trasformare un’impedenza da un valore a un altro. Ad esempio:

  • Una antenna da 50 Ω collegata a un amplificatore con impedenza diversa richiede un circuito LC di adattamento

3. Oscillatori RF

Molti oscillatori a radiofrequenza usano un circuito LC risonante per determinare la frequenza:

  • Oscillatore Colpitts: usa un circuito LC parallelo
  • Oscillatore Hartley: usa un circuito LC con induttore frazionato
  • VCO (Voltage Controlled Oscillator): usa un circuito LC sintonizzato da un diodo varicap

4. Trasformatori e Accoppiamento

Un trasformatore RF non è altro che due circuiti LC accoppiati magneticamente:

  • L’avvolgimento primario è un circuito LC
  • L’avvolgimento secondario è un circuito LC
  • L’accoppiamento magnetico tra i due trasferisce energia alla frequenza di risonanza

Comportamento Dinamico: Grafico Interattivo

Il seguente grafico mostra come l’ampiezza dell’oscillazione in un circuito LC varia nel tempo. Supponiamo che il condensatore sia carico e l’induttore sia inizialmente scarico:

La curva mostra l’oscillazione smorzata di un circuito LC reale. La costante di tempo del decadimento è dovuta alle perdite resistive del circuito.

Circuito LC Parallelo vs Circuito LC Serie

Circuito LC in Serie

Caratteristiche del Circuito LC in Serie

  • A risonanza: impedenza minima (= R)
  • A risonanza: corrente massima
  • Usato nei filtri passa-banda stretti
  • Usato nei circuiti di sintonia ricevitori
  • La corrente circola attraverso tutti i componenti

Circuito LC in Parallelo

Caratteristiche del Circuito LC in Parallelo

  • A risonanza: impedenza massima
  • A risonanza: corrente della sorgente minima
  • Usato negli oscillatori e circuiti tank
  • Usato negli stadi di uscita degli amplificatori
  • La corrente oscilla tra L e C, minima dalla sorgente

Perdite e Smorzamento Reale

In un circuito LC reale, l’energia diminuisce continuamente a causa di:

  1. Resistenza del filo: gli induttori hanno sempre una resistenza parassita
  2. Perdite nel dielettrico: il condensatore perde una piccola quantità di energia
  3. Radiazione: a frequenze RF alte, il circuito può irradiare energia come onda elettromagnetica
  4. Accoppiamento a carichi: quando connettiamo un carico al circuito, esso assorbe energia

La resistenza equivalente in serie (ESR) del condensatore e la resistenza in serie dell’induttore (DCR) determinano insieme il fattore di merito Q del circuito reale.

Per mantenere le oscillazioni, è necessario fornire energia al circuito a una velocità uguale alle perdite. Questo è il principio fondamentale degli oscillatori e degli amplificatori RF: forniscono energia al circuito LC per compensare le perdite e amplificare il segnale.

Confronto tra Filtri Passivi e Attivi

Filtri Passivi

Vantaggi:

  • Semplici ed economici
  • Nessun consumo di potenza (oltre le perdite resistive)
  • Totalmente affidabili nel tempo
  • Privi di distorsione (in condizioni lineari)

Svantaggi:

  • Attenuazione dei segnali (perdita di potenza)
  • Impedenza di uscita dipende dal carico
  • Difficili da sintonizzare dinamicamente
  • Basso fattore di merito senza componenti a basso accoppiamento

Filtri Attivi

Vantaggi:

  • Amplificazione del segnale (guadagno)
  • Fattore di merito Q controllabile
  • Facilmente sintonizzabili e regolabili
  • Migliore isolamento tra stadio di ingresso e uscita

Svantaggi:

  • Maggiore complessità
  • Richiedono alimentazione
  • Possibile distorsione e rumore
  • Minore affidabilità nel tempo (a causa dei componenti attivi)

Filtri Digitali (DSP - Digital Signal Processing)

Introduzione ai Filtri DSP

Nei ricevitori moderni sono stati introdotti altre tipologie di filtraggio (DSP - Digital Signal Processing) che utilizzano tecniche di “manipolazione” del segnale sotto forma di dati digitali. I segnali analogici vengono convertiti in dati digitali attraverso un processo di calcolo numerico e riprodotti attraverso processi di calcolo numerico e riprodotti dalle caratteristiche direttive di tali filtri posizionano essenze modificate, a seconda delle necessità, tramite opportuni reglamenti presenti sull’apparato.

Vantaggi dei Filtri Digitali

I filtri DSP offrono molteplici vantaggi rispetto ai filtri passivi e attivi analogici:

  • Altissima precisione: la risposta in frequenza può essere controllata con precisione digitale
  • Sintonizzazione dinamica: la frequenza di taglio, Q e altre caratteristiche possono essere modificate in tempo reale via software
  • Ripidezza controllata: il “roll-off” (velocità di attenuazione) può essere programmato
  • Bassa distorsione: migliore linearità rispetto ai filtri analogici
  • Miniaturizzazione: elaborazione su microcontrollori e processori DSP dedicati

Applicazioni nei Ricevitori Radioamatoriali

I filtri DSP trovano largo utilizzo negli apparati radioamatoriali moderni (sia ricevitori che trasmettitori) per ottenere caratteristiche di filtraggio particolari, dove:

  • La sintonizzazione della frequenza avviene in modo controllato via software
  • Il fattore di merito Q può essere variato durante l’uso
  • Le curve di filtraggio si adattano al tipo di modulazione ricevuta

Conclusione

I circuiti LC e i filtri sono fondamentali nella radiofrequenza perché sfruttano il fenomeno naturale della risonanza e permettono la filtrazione selettiva delle frequenze.

Comprendendo come funzionano, come calcolare:

  • La frequenza di risonanza: $f_0 = \frac{1}{2\pi\sqrt{LC}}$
  • La frequenza di taglio: $f_T = \frac{1}{2\pi R C}$
  • Il fattore di merito Q e la larghezza di banda

puoi progettare:

  • Circuiti di sintonia selettivi
  • Filtri passa-basso, passa-alto e passa-banda
  • Oscillatori a frequenza controllata
  • Stadi di amplificazione RF con impedenza adattata

La risonanza e la filtrazione sono tra i concetti più potenti dell’elettronica: permettono di selezionare una frequenza specifica, amplificarla preferenzialmente rispetto a tutte le altre e attenuare le frequenze indesiderate, proprio quello che serve per comunicare in radiofrequenza senza interferenze.